Domenica, 20 Mag 2012
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Scritto da Administrator   
Martedì 07 Settembre 2010 22:32

1.  Obiettivi

 

Lo scopo dell'allenamento è quello di realizzare un processo di adattamento che permette al fisico di sostenere dei carichi di lavoro via via sempre maggiori, migliorando le performance raggiungibili senza incorrere in traumi e infortuni. Questo è possibile perché il corpo umano è in grado di reagire agli stimoli esterni (o “stress”) ed auto-modificarsi, adattandosi a questi fattori alterativi (siano essi: fisici, chimici, batterici, di lavoro muscolare, di tensione emozionale, di variazioni della temperatura etc.), sviluppando e modificando il complesso metabolismo umano (apparato muscolo-scheletrico, cardiocircolatorio, endocrino, enzimatico, neurologico etc.), in modo da produrre una reazione appropriata a sopportare nuovi e maggiori stimoli dello stesso tipo, che si ripresentano entro un certo lasso di tempo dalla stimolazione precedente.

Una caratteristica dell’allenamento è la specificità: significa sostanzialmente che con l’allenamento migliora solo la funzione che viene allenata, normalmente a scapito della funzione, che dal punto di vista fisiologico, ha caratteristiche opposte (ad esempio tutti sappiamo che allenare la forza, aumentando molto la massa muscolare, va a scapito dell’agilità).

Questa caratteristica, come molte altre che andremo ad analizzare, evidenzia come l’allenamento sia un  processo lungo, complesso, delicato, specifico per lo sport praticato e che debba essere personalizzato per ogni singolo atleta.

Innanzi tutto, per impostare correttamente la pratica dell’allenamento per qualunque sport, ognuno deve porsi degli obiettivi realistici, in base alle proprie aspirazioni, capacità e possibilità in termini di tempo e risorse da dedicare all’attività sportiva.

Volendo schematizzare, in modo forse un po’ drastico, le tipologie di sportivi presenti sulle piste di sci,  possiamo distinguere:  

a) Sportivo della domenica

b) Sportivo con attività intensiva agonistica amatoriale

c) Sportivo con attività intensiva agonistica d’elite

 

a) Lo sportivo della domenica, che pratica lo sci di fondo per divertimento nei fine settimana, non ha bisogno di curare in modo particolare l’allenamento. 28032010459_200x150

Per lui sarà sufficiente porre attenzione ad effettuare sempre un buon riscaldamento prima di svolgere sforzi più impegnativi e limitare il carico di lavoro in base alla propria preparazione ed alle condizioni fisiche generali. Sicuramente sarebbe opportuno, più per un sano stile di vita che per l’attività sportiva in se, non limitare l’esercizio fisico alla domenica, ma svolgere qualche tipo di attività allenante almeno altre due volte a giorni alterni nel corso della settimana(corsa leggera, bici, nuoto etc). Tenuto conto dell’impegno fisico, comunque gravoso, che richiede lo sci di fondo anche in attività non legate all’agonismo, sarebbe consigliabile sottoporsi annualmente ad una visita medica sportiva (con una spesa molto limitata, si evitano rischi e/o false preoccupazioni, potendo cosi godere più serenamente delle giornate passate con gli sci ai piedi).

 

b) Lo sportivo che pratica attività intensiva a livello agonistico amatoriale, dovrebbe porsi normalmente l’obiettivo di migliorare via via le proprie prestazioni, non tanto per migliorare la “posizione in classifica” rispetto agli altri concorrenti e amici, ma più semplicemente per “vincere contro se stesso”. Sicuramente per lui, la pratica di una buona tecnica di allenamento come quella descritta più avanti può risultare utile per raggiungere lo scopo prefissato senza incorrere in traumi, infortuni o ottenere effetti controproducenti con risultati finali negativi.

 

c) Lo sportivo d’elite che pratica attività intensiva a livello agonistico (sia a livello giovanile che dilettantistico o professionistico), si pone l’obiettivo di raggiungere le massime prestazioni possibili, superando in classifica gli altri concorrenti e “diventare un campione”.  Per lui l’allenamento fisico e mentale diventano una “regola di vita”, come pure la cura dell’alimentazione e lo stile di vita in generale. Naturalmente, per un’atleta d’elite, diventa indispensabile essere seguito da un buon allenatore che si occupa di curare, fase per fase, il processo di preparazione alla competizione descritto più avanti per sommi capi. In questo caso il “fai da te” non porta normalmente a risultati soddisfacenti.

 

All’interno di questa tipologia di atleti, ritengo corretto classificare in modo distinto e particolare l’atleta giovane (bambini, ragazzi fino almeno ai 17 anni), mosso anche da motivazioni, stimoli ed obiettivi ulteriori e/o diversi dai precedenti, che possono essere (positivamente) quelli riassunti nella pagina del nostro sito: “Chi siamo – I nostri obiettivi”, oppure più semplicemente (e negativamente) mosso dal desiderio di non scontentare i genitori che se lo immaginano “atleta e campione”. Naturalmente, per questo atleta tutte le pratiche di allenamento descritte nel seguito devono essere applicate con gradualità e misura, adattandole all’età ed alle problematiche generali dello sviluppo del ragazzo, senza esasperare il processo andando ad incidere negativamente sul suo sviluppo psico-fisico.

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Settembre 2010 21:29