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SCI DI FONDO
UNA STORIA LUNGA 5000 ANNI
COME NACQUE
Molte ipotesi e teorie si sono accavallate, negli ultimi due secoli, su come nacque lo sci. Secondo gli studiosi più illustri, l'uomo iniziò ad usare una calzatura da neve fissata su una tavoletta di legno ovale ricoperta di pelle.
L'uomo si accorse che la pelle resa ben liscia dall'attrito permetteva alla racchetta di scivolare sulla neve, evitando di procedere camminando con fatica. Migliorò successivamente la scivolata allungando la racchetta, arcuandola in punta e restringendola ai lati.
Migliorò anche l'equilibrio e la velocità nell'uso del mezzo mediante l'utilizzo di un bastone che teneva abbrancato a due mani. Oltre che un attrezzo di spinta, la pertica divenne anche un'arma di offesa, una pertica-lancia utilizzabile per la caccia o per la guerra.
Con il progressivo restringiemento trasversale di questa racchetta modificata, fino ad una misura di poco superiore alla larghezza della calzatura, l'uomo pervenne ad un attrezzo che possiamo definire uno SCI.
Si trattava ancora di uno sci foderato di pelle, solo molti secoli dopo possiamo ipotizzare che il rivestimento di pelle fu a poco a poco abbandonato, conferendo all'attrezzo maggior velocità di scivolata, si era così giunti allo sci nudo.
Altre ipotesi fanno derivare la nascita dello sci dal mare. Secondo queste teorie, tribù primitive del Nord Asia, migrate nel Nord Europa via mare modificarono via via delle piccole zattere per gli spostamenti sulle superfici innevate, successivamente pervennero alla costruzione di piccole canoe e dalle canoe alle slitte da neve.
Sulla base di queste esperienze l'uomo ideo e migliorò progressivamente lo sci.
DOVE E QUANDO NACQUE LO SCI
Gli studiosi (il norvegese Nansen verso la fine del 1800, i tedeschi Flor e Luther tra il 1920 ed il 1940, lo svizzoro King) sono concordi nel localizzare l'origine della racchetta da neve in una zona centrosettentrionale dell'Asia: la regione degli Altai, a cavallo tra la Siberia e la Mongolia del nord. L'uso della racchetta e delle sue successive modificazioni, venne diffuso quindi attraverso le migrazioni dei popoli dell'oriente verso l'occidente (a Nord Ovest verso il Nord Europa, ad ovest verso il centro Europa e l'Asia Minore) ed a Nord Est verso il nord America, attraverso lo stretto di Bering.
Sicuramente l’utilizzo di attrezzi per potersi muovere sulle superfici innevate nasce prima dell’invenzione della ruota.
Fino al 1920, in Europa si supponeva che lo sci fosse nato intorno al 1200 - 1100 a.c., poi nel 1921 venne scoperta in una palude nella Svezia del nord un frammento di legno di pino del tutto simile ad un pezzo di sci (c.d. "sci di Hoting" museo di Stoccolma, lunghezza 111 cm, larghezza 19 cm) con un'età stimabile di c.a. 4500 anni (datato mediante analisi del polline). Successive campagne di ricerca mettono in luce altri ritrovamenti in Svezia (Kalvtrask, due sci di legno di pino, 4000 anni, lunghezza 204 cm larghezza 15 cm e bastone di spinta lungo 156 cm terminante con una spatola concava, sagomata come un remo da canoa). Ritrovamenti di sci antichissimi si sono succedute nell'ultimo secolo anche in Norvegia, Finlandia e Russia (Pskov).
Nel 1932, in una caverna di un isolotto sulle coste della Norvegia Settentrionale (Rodoy), venne rinvenuta un'incisione rupestre che raffigura uno sciatore su un paio di sci (si lunghezza sproporzionata rispetto allo sciatore), datata dagli archeologi oltre 4500 anni (alcuni sostengono anche 5000 - 6000 anni).
LE PRIME TECNICHE DI UTILIZZO DELLO SCI
I primi sciatori non usavano il passo alternato e non scivolavano sulla neve come si fa al giorno d’oggi, ma dovevano compiere un movimento simile a quello di chi va in monopattino.
Gli sci norvegesi e finlandesi erano diversi tra loro: il primo era lungo e sottile, per favorire la scivolata; il secondo era corto e largo e aveva del pelo di renna applicato alla soletta per facilitare la presa sulla neve.
I Lapponi invece, già 2000 anni fa utilizzavano uno sci lungo e sottile nel piede destro e uno corto nel sinistro, equipaggiato con pelli di foca, per darsi la spinta: tale mezzo di locomozione fu utilizzato fino agli inizi del 1900.
Naturalmente lo scopo della diffusione di questi strani arnesi era soprattutto quello di spostarsi, senza sprofondare su terreni innevati e servivano prevalentemente per cacciare.
Nell'XI e nel XII secolo i vichinghi usavano gli sci in battaglia: la gara norvegese chiamata Birkebeiner commemora la battaglia durante la quale il piccolo principe Haakon fu portato in salvo, da Lillehammer a Rena (Norvegia), da due esploratori vichinghi.
Per ottenere notizie più dettagliate con i primi cenni di tecnica bisogna arrivare al 1557 quando uscì a Roma il libro dell'arcivescovo di Uppsala, l'"Historia de gentibus Septentrionalibus", in cui si parla dell'uso degli sci, definiti "zoccoli piani di legno e lunghi ed in punta rivolti all'insù" e si accenna anche a "tali arti e tali ingegni e modi di scorrere".
Nel 1520 ebbe luogo la storia di Gustav Wasa, fondatore della monarchia svedese, il quale, non essendo riuscito a convincere il suo popolo a ribellarsi alla dominazione danese, partì da Mora per recarsi in terra norvegese e cercare aiuto.
Fu raggiunto dopo circa 90 km a Salen da due messi che gli comunicavano la decisione coraggiosa di ribellarsi ai danesi.
Dal 1922, gli svedesi ricordano questo episodio con una gara di fondo, la Vasaloppet, che si snoda da Salen a Mora, percorrendo in senso inverso la marcia del sovrano.
Secondo lo studioso di storia dello sci, Harold Grinden, i vichinghi introdussero lo sci nel Nord America più di novecento anni fa.
Negli Stati Uniti gli sci furono usati dopo il 1840, quando immigrati scandinavi costruirono nel Midwest sci da fondo in legno.
Nello stesso periodo lo sci fu introdotto in California da marinai norvegesi che avevano abbandonato le loro navi a San Francisco per cercare l'oro nella Sierra. Per passare il tempo durante l'inverno questi norvegesi organizzavano competizioni.
LO SCI ARRIVA IN ITALIA
Per quanto riguarda l'Italia risulta che il primo sciatore sia stato il parroco di Ravenna, Francesco Negri, il quale fece questa esperienza durante un viaggio in Lapponia attorno al 1660.
Dopo il reverendo Negri, in Italia, non si ha più notizia di sciatori fino ad arrivare al 1886, anno in cui Edoardo Martinori Romano, dopo essere stato in Lapponia, ritorna a casa con un paio di sci.
Circa dieci anni dopo, ad opera di Paolo Kind, ha inizio l'attività sciatoria, naturalmente di sole discipline nordiche.
Le prime gare, riservate a sciatori militari, si svolsero nel 1898.
Nascono i primi sci club a Torino nel 1901, a Milano nel 1902 e a Genova nel 1903, mentre dieci anni dopo viene fondata la Federazione Italiana dello Sci.
Il vero fondatore della Federazione Italiana Sport Invernali (l'odierna FISI) fu, a Milano nel 1920, il Conte Aldo Bonacossa.
Un enorme sviluppo, per la disciplina del fondo, lo si ebbe durante la prima guerra mondiale con la formazione di interi reparti di sciatori per l'addestramento dei quali furono ingaggiati istruttori stranieri.
La scoperta della sciolina (le pelli erano utilizzate fin dalle origini degli sci) risale al 1903 ad opera di Victor Sohn e Bilgeri.
Quest'ultima, composta da una miscela il cui ingrediente principale era la cera d'api, oltre a fare scorrere gli sci in avanti, permetteva anche di non scivolare all’indietro.
Un po' più difficile deve essere stato curvare la punta, come dimostrano i primi sci costruiti con legno di betulla (.Museo dello Sci di Fondo a Lahti - Finlandia).
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